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Codice di comportamento etico

 

Principi generali

Il Comitato si ispira ai principi guida della legalità democratica, del rispetto dei diritti umani e del perseguimento della pace tra i popoli. Pertanto, con l’adozione del presente Codice, il Comitato ha inteso definire regole chiare, procedure e valori morali a cui uniformarsi, considerando elementi d'incompatibilità ogni affermazione oggettivamente in contrasto con la dichiarazione universale dei diritti umani e con l'aspirazione alla pace tra i popoli.

Destinatari del Codice sono tutti i soggetti associati e i collaboratori, senza alcuna eccezione, e tutti coloro che, direttamente o indirettamente, stabilmente o temporaneamente, instaurano rapporti o relazioni con il Comitato e operano per perseguirne gli obiettivi.

Gli associati e gli organismi rappresentativi del Comitato sono tenuti, pertanto, ad astenersi dal porre in essere, contribuire o dare causa alla realizzazione di comportamenti non etici che, anche quando risultino tali da non costituire di per sé fattispecie di reato, risultino in contrasto con il presente Codice.

Si definiscono “non etici” quei comportamenti che costituiscono violazione delle regole della civile convivenza e dei corretti rapporti sociali e commerciali, così come previsti e disciplinati da leggi e regolamenti. Non sono, altresì, etici quei comportamenti che compromettono il rapporto di fiducia verso il Comitato e che possono favorire atteggiamenti ostili nei suoi confronti.

Il mancato rispetto delle norme di comportamento contenute nel presente Codice è motivo di esclusione dalla guida, dalle fiere e da qualsivoglia iniziativa del Comitato ovvero, nel caso di associati, di recesso dal vincolo sociale.

Il Comitato si impegna alla diffusione, verifica e monitoraggio del presente Codice.

In ogni rapporto economico e non, tutte le controparti devono essere informate dell'esistenza e dei contenuti delle disposizioni di cui al presente Codice e sono tenute a rispettarle.

 

Onestà, imparzialità e rispetto delle norme

L'onestà rappresenta il principio etico di riferimento per tutte le attività poste in essere dal Comitato per il compimento della propria missione. Nell'ambito delle loro attività tutti i soggetti che operano a qualsiasi titolo in nome e per conto del Comitato sono tenuti a rispettare le leggi vigenti nazionali e comunitarie, lo Statuto sociale, il regolamento interno e, ove applicabili, le norme di deontologia professionale. In nessun caso è giustificata o tollerata dal Comitato una condotta in violazione di tali norme, anche qualora fosse perseguita nel Suo interesse.

 

Norme anticorruzione e antiracket

Il Comitato è impegnato nel contrasto della corruzione e del racket e, pertanto, non intrattiene rapporti economici di qualsiasi natura con soggetti accondiscendenti a richieste estorsive - aggravate così come dall’art. 7 della legge n. 203/1991, e non - ovvero a richieste di tangenti o di assegnazioni di commesse da parte della criminalità organizzata. Per le medesime ragioni, non possono aderire al Comitato le Associazioni di Categoria che non siano già impegnate o che non si impegnino a:

- espellere e/o sospendere quegli iscritti che risultino condannati e/o coinvolti in vicende giudiziarie per fatti gravi (es. reati di stampo mafioso e contro la P.A.) o che non abbiano denunciato all’Autorità Giudiziaria eventuali richieste estorsive;

- costituirsi parte civile contro chi è accusato a vario titolo di reati di stampo mafioso ed estorsione, per richiesta risarcimento danni arrecato da tali soggetti al libero mercato e alla libertà delle imprese sancite nella Costituzione;

- promuovere l'adesione dei propri associati alla campagna "Contro il pizzo cambia i consumi" dei singoli iscritti alle medesime Associazioni su impulso diretto dei vertici delle suddette e a tutte le iniziative di Enti, associazioni ed organizzazioni che perseguono i valori di Fa’ la cosa giusta! in varie forme e, comunque, in coerenza con i principi del Codice Etico condiviso dal Comitato.  

 

Salute, sicurezza e valore delle risorse umane

Il rispetto dell'integrità fisica e culturale della persona rappresenta valore etico di riferimento del Comitato. I collaboratori a qualsiasi titolo del Comitato sono una risorsa indispensabile per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Per tale ragione il Comitato tutela e promuove il valore delle risorse umane, allo scopo di migliorare e accrescere l'esperienza e il patrimonio delle competenze possedute da ciascun collaboratore e garantisce condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale e delle Leggi e dei Contratti Collettivi aventi forza di Legge. Il Comitato sostiene e rispetta i diritti umani, in conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell'ONU.

 

Conflitti d'interesse

Il Comitato s'impegna a mettere in atto misure idonee ad evitare che i soggetti coinvolti nelle attività siano in conflitto di interesse. S'intende sussistente una situazione di conflitto d'interesse nel caso in cui un Ente, un soggetto o un collaboratore con il proprio comportamento persegua interessi diversi da quello del Comitato o si avvantaggi personalmente di opportunità e di realizzazioni dello stesso, o agisca in contrasto con i doveri fiduciari legati alla sua posizione.

 

Norme generali di comportamento

I seguenti paragrafi esplicitano le principali regole comportamentali a cui devono attenersi quanti a qualunque titolo agiscono in nome e per conto del Comitato.

1. Per l'ottenimento di finanziamenti e risorse economiche o strumentali di qualsiasi natura. Il Comitato, al fine di prevenire comportamenti non coerenti con i principi generali del codice e per assicurare la massima trasparenza nel ricercare e ottenere finanziamenti o altri benefici economici, impegna i propri rappresentanti a intrattenere rapporti con soggetti le cui referenze siano assolutamente coerenti con i principi generali e specifici espressi dal codice. In ogni caso tali rapporti devono essere improntanti alla massima trasparenza e legalità.

2. Nei rapporti con collaboratori esterni e fornitori. Al fine di assicurare rapporti improntati alla fiducia, alla lealtà, alla correttezza e al rispetto della dignità umana, è necessario che: - i collaboratori esterni e i fornitori non siano discriminati in base all'età, al sesso, alla sessualità, allo stato di salute, alla razza, alla nazionalità, alle opinioni politiche o alle credenze religiose; - ai collaboratori esterni e ai fornitori non siano consigliate e/o proposte azioni o comportamenti contrari alle leggi. Il Comitato, al fine di contrastare concretamente ogni forma di corruzione e di estorsione, s'impegna a richiedere ai collaboratori esterni e ai fornitori un'apposita dichiarazione con la quale si attesti di non essere sottoposto ad atti di intimidazione volti all'imposizione, in qualunque forma richiesta, di pizzo o tangenti ovvero di aver denunciato tali atti ovvero di impegnarsi a denunciarli.

3. Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. L'assunzione d'impegni con Pubbliche Amministrazioni e Istituzioni Pubbliche è di competenza degli organi sociali preposti. Il Comitato attraverso i propri rappresentanti non deve promettere, richiedere, offrire o ricevere a/da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o dipendenti in genere della Pubblica Amministrazione o di altre Pubbliche Istituzioni, vantaggi sotto qualsiasi forma. Non è pertanto ammessa, nei rapporti con pubblici ufficiali e/o incaricati di pubblico servizio, alcuna forma di regalo o beneficio gratuito, promesso, richiesto, offerto o ricevuto. Al fine di una corretta informativa con la Pubblica Amministrazione, il Comitato si impegna a rappresentare i propri interessi e le proprie posizioni in maniera trasparente, rigorosa e coerente.

4. Nei rapporti interni. L'attività degli Organi Sociali è improntata al pieno rispetto delle regole sancite dallo Statuto sociale, dal Regolamento interno e dalla legislazione vigente regionale, nazionale e comunitaria, oltre che dal presente Codice. I soggetti eletti o nominati a funzioni amministrative sono tenuti: - a impegnarsi attivamente affinché il Comitato possa trarre beneficio dalle loro specifiche competenze; - a denunciare tempestivamente qualsiasi situazione di conflitto d'interesse che li veda coinvolti; - alla riservatezza delle informazioni acquisite nello svolgimento del proprio mandato; - a far prevalere sempre l'interesse della missione sociale rispetto all'interesse particolare del singolo. Si applicano anche per quanto attiene ai rapporti interni tra associati e singoli collaboratori del Comitato le norme di comportamento di cui al paragrafo precedente.

5. Riservatezza delle informazioni.Il Comitato assicura la riservatezza delle informazioni in proprio possesso, definendo e aggiornando continuamente le specifiche procedure per la protezione delle informazioni richieste dalle norme vigenti in materia di trattamento dei dati personali. Tutti coloro che in nome e per conto del Comitato si trovano ad avere la disponibilità di informazioni e dati riservati, sotto la responsabilità dello stesso, sono tenuti a usare tali dati solo ai fini consentiti dalle leggi.

6. Pubblicità del Codice.Il Comitato s’impegna a far conoscere il Codice agli Enti Pubblici e Privati con cui intrattiene rapporti economici e non, utilizzando tutte le forme d'informazione possibili compreso supporti di comunicazione di pertinenza del Comitato e dei soggetti aderenti.

7. Contenzioso. In caso di ricorso, circa la conformità del comportamento tenuto dagli Enti che costituiscono il Comitato e/o da collaboratori dello stesso alle norme enunciate nel Codice, si affiderà la soluzione del contenzioso ad una commissione indipendente di alto profilo etico.

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